martedì 19 giugno 2012

Perdifumo

Perdifumo

IL MEETING DELLA FEDE

“DARIO PRISCIANDARO”



Sono anni, oramai che mi rifiuto di partecipare a giurie di Concorsi di Poesia, perché non mi ritengo all’altezza di poter giudicare un poeta, non solo attraverso la lettura approfondita e critica della sua composizione, ma anche attraverso la lettura, informatica o meno, di tutta la sua produzione. Se talvolta – ma raramente – lo faccio è perché il poeta è riuscito a comunicare sensazioni che altri non sono riusciti a comunicare. Naturalmente a titolo puramente personale. Perché ritengo che un poeta deve comunicare un messaggio, ma il critico letterario, (che parolona) deve saper recepire appieno il “comunicato”, il messaggio che forse altri interpretano in maniera diversa dalla nostra, anche se con motivazioni diverse. Da due o tre decenni, per sintetizzare, non partecipo ai tanti concorsi come giurato, ma solo come semplice concorrente. Qualche volta mi è stato assegnato un riconoscimento prestigioso e di primo piano, qualche volta, anzi spesso, solo un riconoscimento di partecipazione o “segnalazione” come comunemente si dice per aumentare il valore della partecipazione. Fatta questa premessa, annoto che al Premio “Dario Prisciandaro” di Perdifumo, al quale partecipai nel 2009 e che ho ritirato nel 2012, cioè dopo tre anni ( una pergamena ed una medaglia di partecipazione), ho provato una emozione diversa. Tralascio di citare tutti i premiati e tralascio anche di annootare e riportare i grossi nomi del comitato promotore. Ma una cosa – mia sia consentito – voglio citare – quella di “Meeting della Fede”. Grandi personalità del mondo dell’arte e della cultura, Associazioni a livello nazionale, personalità politiche di un certo rilievo, una corale straordinaria ed associazioni del territorio che hanno arricchito la bellissima ed interessantissima manifestazione edizione 2012. Protagonista della manifestazione, ancora una volta, è stata la Fede. Intesa come insieme di gruppo, di comunità di fedeli, riuniti attorno alle dirigenze locali, civili e religiose per portare avanti un discorso pregno di valori in molte parti in via di estinzione. La Fede, dunque, è stata la protagonista di questa manifestazione. Ritengo che la fede sia come una pianticella che ha bisogno di terreno fertile e di acqua. Le cose più umili del Creato. Si possono trovare dovunque e si possono alimentare con cose umili, semplici, di facile reperimento. Nella edizione 2012 i presenti erano centinaia, dentro e fuori la sala. Tutti hanno avuto modo di dare o di ricevere. Anche io ho ricevuto più di quello che ho dato. Ma nella vita ci sono valori che dovrebbero tornare di moda tra i giovani d’oggi. Come l’amore. E l’amore di Dario si è divulgato come una pianticella che continua a vivere in tante diramazioni umane, pregne di amicizia, di rispetto, di condivisione di momenti tristi e felici, di comunità cristiana, di lode al Signore.



Catello Nastro

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