mercoledì 30 gennaio 2013

Lu' uatto maimone


LU UATTO MAIMONE
Rint’à li tiempi antichi a lu Celiento,
quanno lu ninno zico nun vulìa rorme
la mamma pe’ lu fa sta quieto,
rint’à la vocula fatta ra lu nonno,
lu ‘ndrunguliava annanti e arreta.
Si lu’ criaturo s’addurmia ra sulo
lu sistimava sott’à lu’ lenzulo
e ghieva a dorme edda pure.
Ma si re rorme nun tenìa ‘ntinzione,
la mamma  lu facìa appaurari ricenno
ca’ chiammava lu’ uatto maimone.
E sulo quanno lu’ zico addeventava vuaglione
scuprìa ca’ era sulamente n’invenzione…

Catello Nastro

TRADUZIONE
Nei tempi antichi nel Cilento, quando un bambino faceva i capricci e non voleva dormire, la mamma lo minacciava di far venire il gatto maimone. Una specie di mostro cattivo che picchiava i bambini che non volevano addormentarsi nella culla a dondolo chiamata “vocula”. Il bambino terrorizzato si addormentava, non perché aveva paura, ma perché di era stancato di sentire la mamma. Quando diventò ragazzo scoprì che “lu uatto maimone” era solo un’invenzione.

sabato 26 gennaio 2013


Un altro amico che se ne va
ANGELO BUCCINO
 commercialista e giornalista
Il 24 gennaio 2013, il rag. Angelo Buccino, commercialista e giornalista, ci ha lasciati. Noi lo  vogliamo ricordare come Direttore Responsabile del periodico “Il Cilento nuovo”. Un organo di informazione cartaceo quando il computer ed internet facevano i primi passi. Prima in vendita nelle edicole, poi in distribuzione gratuita, sponsorizzato da aziende del posto in cambio di pubblicità. Il giornale riceveva contributi da ditte di vari settori, ma mai da partiti politici. Accettare contributi da politici e politicanti significava vendere la propria libertà di stampa. Spesso, non avendo una redazione vera e propria, le riunioni avvenivano nello stesso studio del rag. Buccino, al primo piano del palazzo Caputo, in uno studio stracolmo di pile di documenti amministrativi e pratiche di lavoro. Angelo svolgeva il suo lavoro con impegno e con serietà professionale. Erano gli inizi degli anni ottanta. Fu anche Sindaco della cittadina capoluogo del Cilento e si fece apprezzare per la sua dedizione alla carica e l’impegno per il paese. Sotto la sua guida, entrarono a far parte del comitato di redazione le firme più prestigiose del Cilento, anche non iscritti all’albo, ma tutti desiderosi di dare il loro contributo al benessere della collettività. Intanto il giornale “IL CILENTO NUOVO” si arricchiva di nuove firme: Angelo Buccino, Antonio Infante, Piero Cantalupo, Luigi Giuliano, Sante Faucitano, Nino Capano, Giuseppe Ripa, Angelo Garofalo, Michele Nigro, Giampiero De Mercato,Catello Nastro e tanti altri di cui ci sfugge il nome. Era un mensile, ma spesso usciva ogni due mesi, non perché mancavano gli articoli da pubblicare, ma perché mancavano i soldi per pagare la tipografia. Oggi tutti i “superstiti” lo vogliono ricordare con un semplice articolo. Il giornale non fu mai asservito. Quando c’erano le elezioni, spuntavano fogli pubblicitari politici da ogni parte. Solo “Il Cilento nuovo” non partecipava al dibattito, ma lo faceva solo per mantenere la propria libertà e quella degli altri. Quando arrivò la crisi, si fece sentire in particolare modo per il foglio che interruppe le pubblicazioni per mancanza di fondi. Ma “Il Cilento nuovo” non è morto. Una collana di libri,diretta da Antonio Infante, Mario De Pascale e Catello Nastro che porta il suo nome, continua la pubblicazioni con testi interessanti sul Cilento e sul territorio. Già ne sono stati stampati una ventina, di vari autori, che trattano in particolare modo di cose cilentane ed in particolare modo, la storia, il turismo, l‘enogastronomia, gli artisti e l’arte  in genere, le vecchie tradizioni cilentane delle quali i giovani hanno perso il ricordo, la dieta mediterranea, la spiritualità nel territorio, il confronto tra i giovani d’oggi e quelli di ieri. Per la precisione la maggior parte dei collaboratori era nato in periodo di guerra, che è ritornata spesso negli articoli nei libri pubblicati. La Rivolta del Cilento fu protagonista, a più voci, proprio per mantenere la libertà di stampa.  Addio Angelo, grande amico e grande giornalista. Gli amici superstiti continueranno l’opera iniziata e, nei limiti del possibile, sui loro articoli, su supporto cartaceo o informatico, continueranno a lottare per un mondo migliore.
La vecchia redazione 
de IL CILENTO NUOVO

giovedì 24 gennaio 2013

Lu vrasiero


LU VRASIERO
In vernacolo cilentano recente

Face ‘nu friddo
ca s’è gelata l’acqua
int’à la votte
sott’a  lu’ pirgulato
r’uva fraula addirosa
annanti a lu’ purtone re la casa.
Rint’à la stalla,
a lu lato re la cascina,
zimmari, crape e ciucci,
vacche, vuoi e vetieddi,
se songo già ‘mbrugliati
rint’à la paglia re la lettèra
cercanno lu calore re la stalla
e frecanneso nu’ pucuriddo
crianno solidarietà bistiale.
Pure lu’ cane re uardia,
che facìa l’antifurto,
s’è stinnicciato tremmulianno
vicino a li menne re ‘na vacca
pe’ meglio s’accanteglià.
Sulo lu’ uatto, ca’ stace rint’à la casa,
pe’ prutegge lu’ ggrano rint’à lu cascione,
ra’ li surece ca’ vanno spertusianno,
s’è feccato accanto a lu’ vrasiere,
vuardanno la leuna c’arde e ‘nfoca.
Catello Nastro

TRADUZIONE
Nelle cascine collinari del Cilento, d’inverno fa un freddo tremendo e la famiglia si riunisce attorno al braciere per riscaldarsi. L’unico animale ammesso in casa è il gatto che fungeva da antifurto contro i topi, che dopo aver aperto un buco nella parte superiore della cassa, s’infilavano e s’ingozzavano sporcando anche il residuo grano. Affianco a la cascina, la stalla per mucche, porci e asini e un cane che li proteggeva da eventuali furti. Privilegiato il gatto che era l’unico a riscaldarsi col braciere.

lunedì 21 gennaio 2013


Prima delle elezioni
TOGLITI DAVANTI AI BODONI!!!

Premetto, per  chi non lo sapesse, che Giovanni Bodoni, nato nel 1740 e scomparso nel 1813, fu un grande incisore, tipografo e stampatore. I caratteri di stampa da lui creati sono ancora in uso nel terzo millennio. Quando dirigevo il mensile “IL CILENTO NUOVO” ( solo mille copie di tiratura) il periodico non andava in stampa due mesi prima delle elezioni ed un mese dopo. Al contrario due mesi prima delle elezioni si vedevano in giro, con distribuzione gratuita, giornali che scomparivano subito dopo le elezioni. La politica pubblicizzata non interessava a nessuno di noi che pur aveva idee ed ideali politici, anche diversi. Sto parlando di trenta – quarant’anni fa quando arrivava l’aspirante onorevole e distribuiva pasta, zucchero e caffè ai meno abbienti chiedendo in cambio solo il voto della famiglia. Erano in voga i manifesti ed i comizi. Verso gli anni ’70 un aspirante deputato dell’agro-nocerino sarnese alla fine del suo comizio, così concluse:” cittadini di Eboli ricordate di votare per me…”. Non si era nemmeno informato in quale paese parlava… Per non citare l’altro aspirante onorevole che, tenendo il suo comizio in un paese dell’alto Cilento concluse:” Cittadini, se sarò eletto farò costruire la scuola nuova, il palazzo comunale ed il porto.” Dalla piazza si alzò una voce: “ Ma noi non abbiamo il mare… “Non vi preoccupate: farò costruire anche il mare!!!”. Certamente che pure lo scrivente ha avuto ed ha ancora una sua vita politica ed un suo pensiero in merito, ma si limita solo all’elettorato attivo. La sua ultima comparsa nell’elettorato passivo, risale esattamente a trenta anni fa. Con risultati negativi… naturalmente! Prendere delle decisioni in campo politico è difficile. Molti parlano bene ma razzolano male. Questo fa aumentare il “partito” delle schede bianche e delle schede nulle. E non è un fatto positivo per la politica, sia comunale, provinciale, regionale, nazionale ed anche nei rapporti comunitari. Si è creato il partito degli sbandati e dei non votanti. Sfiducia??? Anche. Ma bisogna andare avanti secondo il vecchio e saggio motto: “ La peggiore delle democrazie è sempre preferibile alla migliore delle dittatura!”. Votate per chi volete!!! In questo periodo non troverete miei articoli su periodici coi quali collaboro da anni. Lo spazio serve per la pubblicità elettorale. I miei articoli solo per sorridere e, qualche volta, anche pensare!

Catello Nastro

domenica 20 gennaio 2013


N’AUCEDDUZZO

Cumm’à n’aucedduzzo
caruto ra nu niri
sott’à l’irmici re na casa vecchia
re la via Filippo Patella,
sotto à li scaluni re preta viva,
ca’ portano a lu’ centro storico,
la parte re chistu paese
ca’ se specchia rint’àlu mari,
assettata annanti a ‘nu purtone
re legno re noce  carulato,
cu’ ‘nu tuozzulo ca penguliava
ra’ lu seculo passato,
‘na criaturedda ra la pelle scura,
ca’ nun parlava manco ‘a lengua nosta,
prujeva la mano a li passanti
chierenno ‘a carità.
Me scutrullaje li sacche re lu cauzone
e accugliette tutt’è spicciule ca’ tenìa.
S’inghette e spicciuliddi re’ poco valore
la  manzolla re la criatura ca nun canuscìa
e me rialava ‘nu surriso triste,
ca’ quanno  lu  penzo
me mettesse a chiangere.
Quanno turnai nun la truao cchiù.
S’era sparuta e cchiù nun l’ancuntrao.

Catello Nastro


TRADUZIONE AD SENSUM
Come un uccellino caduto dal nido posto sotto tegole di un palazzo antico di Via Patella, prima degli scaloni che danno accesso al centro storico di Agropoli, la cui origine si perde nel tempo, uscendo da casa incontrai una bambina extracomunitaria che chiedeva umilmente la carità ai passanti. Rovistai nelle tasche e raccolsi tutte le monetine, gliele porsi e lei contraccambiò con un sorriso triste, che il solo ricordo mi fa scappare le lagrime. Quando rientrai a casa non la trovai più!

giovedì 17 gennaio 2013

GUARDIAMOCI ALLO SPECCHIO


GUARDIAMOCI ALLO SPECCHIO

Come si usa fare con l’automobile o il motorino - ogni tanto si fa la revisione dal meccanico – cioè si controlla lo stato di salute del nostro mezzo di trasporto. Nel mentre per curare il veicolo si va dall’elettrauto o dal carrozziere, per curare il corpo umano si va dal medico della mutua, ci si ricovera in ospedale o in clinica, si va dallo specialista. Ci sono gli specialisti delle auto e quelli per gli esseri umani. E’ logico che chi buca una gomma chiama il gommista e chi ha male ai denti chiama il dentista. Ogni tanto ognuno di noialtri esseri umani ha bisogno di “controllare” quelle parti del corpo che ci procurano dolori e preoccupazioni. Una parte importante del nostro insieme di carne ed ossa, ha bisogno di medici con nuove specializzazioni. Lo psichiatra, lo psicanalista, lo psicologo, che servono a curare il comando generale delle nostre azioni: il cervello. Nuove figure professionali che potremmo definire “paramediche”, in particolare modo per i “motori vecchi”, gli anziani, insomma, stanno assumendo nel campo del volontariato e della solidarietà, una enorme importanza per la loro opera di prevenzione, che non conosce orario di lavoro, difficoltà, parcelle. I Centri Sociali, l’AVIS, la Croce Rossa, la Caritas, il Centro di Aiuto alla vita, le Comunità parrocchiali, la Bachelet, l’Azione Cattolica, per citarne solamente alcune, funzionano ad Agropoli per le classi meno abbiente, a basso reddito e per gli immigrati. Senza alcuna discriminazione di razza o di religione. Anche il territorio del Cilento, come tutti gli altri, è attraversato da piste pericolose. L’alcol, la droga, il bullismo, il teppismo, il vandalismo, le cosiddette bravate giovanili, la prostituzione, il lavoro nero, lo sfruttamento del bisognoso, una politica sovente claudicante ed interessata, che crea i troppi ricchi o i troppo poveri, lo sfruttamento dissennato del territorio, l’inquinamento ed una corruzione tremenda. La vita nel Cilento, a dire la verità, è di un livello di civiltà e di convivenza comunitaria abbastanza buona. Certamente potremmo stare meglio se si tornasse alla riscoperta dei valori degli antichi padri che scacciarono i Borboni. Il valore della vita comunitaria è imprescindibile. Anzi bisogna riscoprire i lati migliori dell’esistenza umana proiettata in una comunità che ha degli interessi comuni. Il rispetto della vita, propria ed altrui, sta alla base di tutto il ragionamento. Una società civile e solidale potrebbe e dovrebbe collaborare a questo progetto. Il fallimento di un imprenditore qualsiasi potrebbe anche dipendere da un sistema fiscale iniquo, ingiusto, quasi barbaro. Migliorare se stessi significa anche migliorare la società. Un’ultima considerazione sull’informatica e su internet. Fatene buon uso: per migliorare gli altri e se stessi.

Catello Nastro

sabato 12 gennaio 2013

Anche nel Cilento


Anche nel Cilento
GLOBALIZZAZIONE,
MISTIFICAZIONE
E CONTRAFFAZIONE

Non  parleremo di autovetture, abbigliamento e capi  firmati, barche di dodici metri e vacanza ai Caraibi, ma solamente di prodotti alimentari. Sia ben chiaro che non siamo dei mangioni, ma una volta seduti a tavola invece di mangiare venti fette di  prosciutto crudo fatto all’estero, preferiamo gustare una sola fetta, anche se sottile di prosciutto di maiale allevato nel Cilento, macellato nel Cilento, stagionato nel Cilento e consumato, quindi, nel Cilento. Si capisce subito  che il nostro prodotto alimentare in genere può rappresentare una delle tante prelibatezze gastronomiche consumate a kilometri zero. Accanto al prosciutto ci sono anche altri prodotti forniti dal paesano suino, come il capicollo, la pancetta arrotolata e non, detta anche “longa”, soppressate e salsicce fresche o stagionate, dolci o forti, perché arricchite di pepe e peperoncino rosso delle nostre colline. Ci sono delle prelibatezze gastronomiche quasi perdute e che i giovani di oggi non conoscono nemmeno, come la ‘ncantarata composta dalle parti meno nobili del suino e conservata sotto sale in uno “ziro” di terracotta smaltata all’interno. Se oggi i maiali ed i prosciutti arrivano dall’Europa dell’est, i fichi e  l’olio arrivano dalla Turchia. Da questa nazione arrivano anche pesci di allevamento (orate, spigole, ecc.) A  proposito dei prodotti ittici pensate che noi esportiamo in Giappone il tonno rosso che serve per preparare una loro specialità gastronomica, il “Susci”, così mi pare che si scrive, invece importiamo dal Giappone il tonno di un altro colore ma meno pregiato. Si dice addirittura che ogni tonno italiano costa quanto cento tonni giapponesi!!!. Ve le ricordate le “ficarole”, belle ragazze cilentane che lavoravano i fichi del posto, essiccati al sole delle colline cilentane, confezionati e spediti in America del  Nord in particolare modo. Prodotti di qualità, come l’olio delle colline cilentane che costa e vale molto di più di quello di importazione. Ma ci sono le spese!!! Potrà obiettare qualche lettore pignolo. I fichi del Cilento seccati, al mercatino rionale, prima di Natale costavano anche dieci e più euro al chilo, mentre quelli dei supermercati molto di meno. I prodotti alimentari cilentani sono ottimi. Prima perché artigianali, secondo perché genuini, terzo perché a kilometri zero. Ma anche il prodotto italiano alimentare spesso sfugge al controllo dei NAS (Nucleo anti sofisticazioni) e sulle nostre tavole arrivano prodotti scadenti, non controllati ed addirittura dannosi per la salute pubblica.  Passiamo ora ai prodotti del latte. La mozzarella di bufala campana è il fiore all’occhiello della gastronomia del territorio. Su gusta come antipasto assieme ai salumi cilentani e viene anche impiegata come prodotto di qualità nelle pizzerie per la famosa “pizza margherita”. In questa occasione sostituisce il fior di latte vaccino che ha lo stesso procedimento di lavorazione della mozzarella. La mozzarella di bufala campana viene addirittura spedita nei paesi dell’est in aereo per giungere ancora fresca, fragrante e profumata. Dalla Germania, invece arriva una mozzarella di mucca, che si conserva anche oltre una settimana e costa meno della metà di quella originale prodotta nella Piana del Sele. Sia ben chiaro che il rapporto qualità-prezzo è significativo. Risparmiare si può e si deve in periodo di recessione come l’attuale. E’ logico che il tutto va a scapito della qualità e della genuinità del prodotti. I supermercati fanno le offerte speciali, ma quando le offerte sono troppo speciali non si può pretendere un prodotto di alta qualità. Molti miei coetanei ed amici del Centro Sociale di Agropoli, che vivono con la pensione… sociale, quando ci sono le offerte fanno addirittura la fila. Ma le specialità del Cilento comprendono molti altri prodotti di terra e di mare. I pomodori, olive da tavola, sia verdi che nere, il grano per fare i famosi “vascuotti”, il granoturco usato in alcune pietanze povere ma ricche di sapore, le verdure, come i broccoli, ad esempio, che bene si accostano alla salsiccia del territorio ed ancora tante altre pietanze, come i fusilli, che accontentano anche gli ospiti vegetariani. In ultimo ci sarebbe da parlare degli ottimi vini del Cilento che non stiamo  ad elencare perché oramai noti in tutto il mondo. E poi concludiamo coi digestivi. Non stiamo parlando di superalcolici, ma di lunghe passeggiate nei boschi, se preferite la vacanza nelle attrezzatissime aziende agrituristiche  del Cilento collinare, sulla spiaggia se preferite le vacanze marine. Da annotare che da pochi anni è stato creato anche il turismo di bassa stagione (maggio, giugno e settembre, ottobre, quelle di Natale e quelle di Pasqua). La “terra dei tristi” di borbonica memoria, è diventata la terra dei turisti, sempre più numerosi, grazie all’impegno degli operatori e degli amministratori locali. Benvenuti al Sud!!! Benvenuti nel Cilento, sia collinare che costiero!!! E buon appetito con prodotti del territorio ancora genuini come si facevano cento anni fa.

Catello Nastro

giovedì 10 gennaio 2013

Il tramonto ad Agropoli alto


Ammirare il tramonto
DALLA PIAZZA DELLA CHIESA DELLA
MADONNA  DI COSTANTINOPOLI

Agropoli alta, detta in gergo volgare “’Ngopp’Aruopuli”, situata sulla collinetta proprio sul mare, abitata dall’uomo preistorico e da un susseguirsi, nella storia, da popoli di varia origine e cultura, rappresenta il fiore all’occhiello dei nuovi “invasori”, turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Durante l’inverno, a dire la verità, il centro storico della cittadina capoluogo del Cilento sonnecchia, con poche presenze turistiche, ma popolata dai suoi personaggi locali, pochi per la verità, che fanno da contorno, quasi coreografia al paesaggio semideserto. Forse in questi personaggi ci sta la vera anima del cilentano. Quello che scende dagli scaloni ogni mattina per andare al lavoro, per le massaie che vanno a fare la spesa e per i ragazzi che vanno a scuola. Dimenticavo di citare le varie popolazioni che si sono avvicendate sulla deliziosa collinetta prospiciente il mare. I Lucani, i Greci della vicina Paestum, i Romani, i Bizantini, i Saraceni, i Normanni, gli Angioini e gli Aragonesi, i Borboni di Napoli e quando Garibaldi donò il Sud al Nord,  cioè ai Savoia, divenimmo Italiani. Dall’incontro di Teano di tempo ne è passato e di gente, nel nostro paese ne vediamo di tutti i colori. Per la maggior parte onesti lavoratori nel campo dell’agricoltura, dell’edilizia e dell’assistenza alle persone anziane. Già anni addietro, in un mio articolo “Immigrazione e substrato sociale”, annotai come gli immigrati si fossero ben inseriti nel contesto sociale cittadino, proprio perché non erano discriminati. Fino agli anni sessanta si parlava di matrimoni tra agropolesi e napoletani. Oggi a distanza di circa mezzo secolo si parla di matrimoni con Europei, Africani, Asiatici ed Americani. E, a dire la verità, escluso qualche… disguido, le cose sembrano funzionare abbastanza bene. Quando si lavora c’è pane per tutti. Dall’alto della sua chiesa, la Madonna di Costantinopoli guarda, sorride e benedice coppie di sposi tra indigeni ed immigrati. Anche la sua statua è quella di una immigrata a causa dell’iconoclastia…

Catello Nastro

mercoledì 9 gennaio 2013

S.Martino Cilento

DALLA COMPAGNIA TEATRALE “IL PRISMA” L’ULTIMO RICONOSCIMENTO DEL 2012 A CATELLO NASTRO

Sabato 29 dicembre 2012, nei saloni della “Pro Loco”  di S. Martino Cilento, in comune di Laureana, la Compagnia Teatrale “IL PRISMA” ha portato in scena  “La vita…una lunga commedia”, atto unico di Marco Pavani. Nella sala affollata di appassionati alle manifestazione della Pro Loco di S.Martino Cilento, mirabilmente diretta da Angelo Niglio, coadiuvato dalla famiglia e da un gruppo spontaneo di soci appassionati di arte e cultura, che nel corso di ogni anno, a partire dal lontano 1986, è stata presentata l’opera teatrale che ha riscosso enorme successo di pubblico e di critica. Alla fine della manifestazione è stato assegnato dalla compagnia “Il Prisma” una pergamena a Catello Nastro, che non ha potuto essere presente per motivi di salute, una pergamena, diploma di merito, con la seguente motivazione: “ Grazie per la lirica “Questa è l’ultima sceneggiata” intensa e profonda riflessione sul commiato finale alla vita, vista come una commedia, “ come una sceneggiata, appunto, come si dice a Napoli” . L’attestato giunge oltremodo gradito all’amico Catello Nastro per la stima che egli nutre verso Angelo Niglio e Marco Pavani, ambedue impegnati sul campo della solidarietà umana, nell’arte e nella cultura in genere. Le manifestazioni d’arte e cultura continuano per l’anno 2013 in tutto il Cilento. Sarà nostra cura mantenere  i contatti e divulgare l’arte e la cultura nel territorio del Cilento.

agropolicultura.blogspot.com

mercoledì 2 gennaio 2013

Buon Anno 2013


BUON ANNO 2013

Cari lettori,
formulo a tutti voi ed alle vostre famiglie, gli Auguri  più sinceri per un Felice Anno Nuovo 2013. Sarà un anno come tanti altri costellato di gioie ed anche qualche delusione. Il tema predominante dell’anno passato 2012 è stato la recessione analizzata e considerata nella varie sfaccettature. La speranza per un futuro migliore è l’auspicio di tutti. Il mio auspicio è che i ricchi diventino meno ricchi ed i poveri meno poveri. Basta guardarsi attorno per rendersi conto che il tempo degli sprechi è terminato. Ma quello che bisogna fare adesso è, a mio avviso salvaguardare le categorie sociali più deboli, cioè quelli che vivono con la pensione sociale di meno di cinquecento euro al mese. Mi riferisco agli anziani che spesso devono pagare anche il fitto di casa. Percepisco una pensione di impiegato statale ed ho ereditato le famose “quattro mura”, ma molti miei coetanei (sono ultrasettantenne nato in periodo bellico), si trovano in grossa difficoltà. La Solidarietà spesso funziona, spesso è politicizzata, spesso è discriminante, umiliante, finalizzata…Il 13 del terzo millennio porti fortuna a tutti quanti, ma in primo luogo porti a tutti la possibilità di vivere come esseri umani cercando di eliminare la violenza morale, materiale e di qualsiasi genere, la mortificazione e di salvaguardare la dignità, non di egoisti, ma di figli di Dio: del Dio di tutti.
Buona vita a tutti
Catello Nastro