L'OPINIONISTA ITALIANO: Agropoli ieri - YouTube
domenica 14 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Ada Valisena in personale ad Agropoli
Ada Valisena
LA PITTRICE ORIGINARIA DI PERTOSA
ESPONE AD AGROPOLI
Ada Valisena, originaria di Pertosa, ha allestito una interessante mostra personale ad Agropoli nel mese di agosto 2011. Più che un’antologica della sua produzione pittorica, la personale della pittrice salernitana rappresenta un vero e proprio catalogo tematico per i soggetti esposti. Paesaggi e figure di alternano in un danzare di forme e colori artisticamente accostati in maniera da trarne fuori un complesso di creature, ricavate dal mondo mitologico, religioso, animale e vegetale. La delicatezza e la sensibilità femminile sembra, nella maggior parte dei casi, il vero protagonista della sua produzione pittorica. Una maternità, di chiara impronta sacra, un cavallo nero in un dinamico percorso sulle azzurre acque del mare, una ballerina in un movimento che lascia quasi trapelare il ritmo armonico della danza classica, un nudo maschile parziale, di schiena, e poi i fiori, rappresentanti più delicato del mondo vegetale, riportati sulla tela in una reale policromia di colori che non solo non attenua il contrasto tra i chiari ed i scuri, ma ne esalta la potenza con una pennellata certa e sicura ed un impasto mai fatto a caso, ma sempre meditato per offrire maggiore potenzialità alle semplici e nello stesso tempo policromatiche creaturine che abbelliscono i campi ed una volta recisi, si trasformano in melodiosi messaggi d’amore. Non mancano, nella personale agropolese dell’estate 2011 riferimenti alla pittura ed al mondo classico, come la “Leda e il cigno”, come si evidenzia chiaramente nella tela di cm.90x65 dal titolo “Lago dei sogni”. Parlare di mondo onirico è, a mio avviso, togliere qualcosa alla pittrice salernitana perchè nelle sue opere tutto è calcolato e misurato. La proporzione, la prospettiva, l’accostamento cromatico, la selezione dei soggetti, il dinamismo dei protagonisti in movimento, la staticità dei fiori e dei paesaggi che sovente fanno da elemento di sfondo alla composizione pittorica e raramente si pongono come protagonisti della tela. Oltre alla ricerca cromatica che, seppur con una tavolozza ricca ed abbondante,non sfocia mai nel caos coloristico, va valutato il mondo dei sentimenti. Quasi un compiacersi delle creature di Dio: siano essi maestosi cavalli al galoppo, siano, al contrario statiche creature tratte dal repertorio floreale, artisticamente manipolate e riproposte sulla tela con melodia, senso della bellezza, compiacimento col Massimo Creatore, quasi in un inno sacro per l’armonica sinfonia di forme e colori che, sovente, danno luogo a delle vere e proprie opere d’arte. Un altro elemento da rilevare nella produzione pittorica di Ada Valisena è il compiacimento personale dei sentimenti rilevati dalla composizione da lei stessa portata in vita artistica. Ogni soggetto, di qualsiasi genere, rappresenta un inno al creato, alla natura, all’uomo, all’artista. Ada Valisena è una pittrice della quale sentiremo ancora parlare. La sua tenacia e la sua caparbietà nel proporsi al pubblico anche di non facile lettura, la spingono sempre a migliorare la tavolozza, la pennellata, la selezione dei soggetti da riportare e quasi immortalare sulla tela.
Catello Nastro
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martedì 9 agosto 2011
Euro in declino anche nel Cilento
EURO IN DECLINO ANCHE NEL CILENTO
La recessione, come di declama a destra o a sinistra, ha portato al declino dell’euro. In un mio articolo di alcuni mesi fa scrissi, erroneamente, che se il pane nei paesi poveri aumenta di cinquanta centesimi al chilo, ci sta una immediata ripercussione sul bilancio familiare dei meno abbienti, mentre in Italia e nei paesi cosiddetti ricchi, nessuno se ne sarebbe accorto. Il fatto che negli ultimi tempi se ne stanno accorgendo anche i ceti medio bassi della nostra beneamata repubblica, lascia pensare e meditare sull’ottimo stato di salute dell’euro made in Italy. Vivendo a stretto contatto con gli anziani del Centro Sociale Polivalente di Agropoli, nel Cilento, in provincia di Salerno, oltre mille iscritti, quasi tutti a reddito medio basso, mi accorgo delle difficoltà che molte famiglie affrontano pe’ mettere ‘o ccaccaviello ‘ngoppa ‘o ffuoco”, per dirla con un vecchio detto napoletano tanto in uso nel primo dopoguerra quando l’appetito si chiamava fame. Certamente non siamo arrivati a quei livelli, ma già lo spreco, caratteristico del primo quinquennio del nuovo millennio, ha subito una grossa frenata. Gente che va a fare la spesa gratis alla Caritas se ne vede… eccome. Gente dignitosa che vive con quattrocento euro al mese. Le previsioni degli economisti sono rosee, ma io non ci credo non perché sono pessimista, anzi…, ma il fatto che sovente hanno fatto previsioni di poi errate in pieno, lascia dubitare anche sulle previsioni metereologiche che potrebbero fare questi esimi ed illustri studiosi. Ed allora cosa fare? Trasparenza sulla spesa pubblica ed enti locali, controlli delle entrate e delle uscite, studio attento ed oculato, fatto da esperti naturalmente non di parte, parsimonia sugli investimenti inutili o quanto meno non produttivi, abolizioni sul cumulo di stipendi, tetto massimo e tetto minimo per le entrate di ogni italiano, maggiore tassazione per i beni di lusso e detassazione dei beni di prima necessità, incentivazioni, magari con sgravi fiscali a termine per le piccole imprese che hanno rappresentato e rappresentano tuttora la parte migliore del Sud della Penisola, maggiori controlli nelle importazioni, sia per la qualità sia per la legalità igienico sanitaria in particolare modo per i prodotti alimentari. Smantellamento dei cosiddetti “Paradisi Fiscali”. Ma la cosa più importante ed urgente è, a mio avviso, dare una mazzata… alle mazzette. Questa illegale tipologia di “entrata facile, esentasse e disonesta, parassita ed altamente immorale” deve scomparire dal vocabolario della politica e dell’amministrazione pubblica della nostra Repubblica. Un’altra importante iniziativa, per incentivare le piccole e medie imprese, potrebbe essere la riconversione delle strutture artigianali ed industriali costruite con immensi capitali (sovente ingigantiti e deviati) negli anni Ottanta o anni del terremoto. In Campania esistono intere aree dismesse, in Piemonte sono state date in comodato gratuito anche per enti onlus, anche dell’arte e della cultura, e dello svago. Una economia che studia attentamente tutti questi problemi può sopravvivere, magari stringendo la cinghia, alla recessione ed alla svalutazione dell’euro, nella fattispecie non più moneta nazionale come la pensionata lira, ma moneta mondiale la cui stabilità nel tempo rappresenta una economia equa non solo in Italia e nella CEE, ma nel mondo.
Catello Nastro
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lunedì 8 agosto 2011
LA MOVIDA AD AGROPOLI
La movida ad Agropoli
NESSUN DORMA…
La movida nasce come movimento culturale agli inizi del 900 in Spagna. In seguito ha assunto un ruolo di vita notturna, svolta dentro e fuori i locali pubblici, all’aperto, in mezzo alla strada, con un bicchiere in mano, di vetro o di plastica, quasi sempre contenente bevande alcoliche. Abitando ad Agropoli, vicino a Paestum e Castellabate (il paese di “Benvenuti al sud”), agli inizi del bellissimo centro storico, fiore all’occhiello della cittadina capoluogo del Cilento, la movida ce l’ho proprio sotto il mio balcone, peraltro al primo piano. Questo spiega perché la maggior parte dei miei articoli e delle mie poesie sono scritte ed inviate ai vari siti internet che gentilmente e gratuitamente li ospitano, alle ore una, due, tre ed anche quattro di notte, quasi quasi agli inizi del giorno. A tale ore vado a dormire fino alle otto del mattino, ore di sonno quattro che integro col pisolino pomeridiano che va dalle ore 14 alle ore 18. Insomma otto ore di sonno quattro di notte e quattro di pomeriggio o giorno che dir si voglia. Sotto il mio balcone stazionano non diecine, ma centinaia di giovani, urlando e schiamazzando a più non posso: E quando si festeggia un compleanno o un onomastico gli applausi, e gli auguri sono inviati talmente ad alta voce da arrivare fino al Castello Aragonese che si trova proprio alla cima della collinetta che sovrasta non solo il centro storico, ma tutto il paese ed il mare circostante. A sinistra il Golfo di Policastro, a destra di Golfo di Salerno, da Paestum a Palinuro. Per non sfociare nella guida turistica, annoto solamente che nella via che da accesso agli scaloni (44 mi sembra) che conducono alla Porta Bizantina per arrivare nella città alta ( da cui il vecchio nome di Acropolis), stazionano mediamente centinaia di giovani, in particolare modo il sabato e la domenica, quando si aggiungono anche i pendolari, vietando al settantenne autore del presente scritto di andare a dormire. Uno scritto “coatto”, quindi, che sta tra l’ira ed il compiacimento proprio per aver provocato allo scrivente una insonnia “coatta” pure essa. Cari lettori, come si fa a dormire, a settanta anni, quando a pochi metri esiste una folla schiamazzante??? Stanno zitti solo quando bevono o si baciano. Il bere fa male alla salute, specialmente quando non si tratta di gassose o aranciate, ma di grappe addirittura ed allora verrebbe voglia di affacciarsi al balcone ed urlare:” Baciatevi!. Almeno state zitti!!!”. Ti viene anche in mente la canzone “L’estate sta finendo, l’estate se ne va…” e trovi un poco di consolazione. Qualche lettore giovanissimo commenterà che sono invidioso solo perché anziano. Forse ha ragione. Quando avevo tre o quattro anni cadevano le bombe dal cielo. Altro che movida di oggi, peraltro pacifica, se si esclude qualche litigio tra fidanzati. Ma finora, a dire il vero ( sono anni che abito nel centro storico; prima abitavo in campagna al lato di un viale con querce centenarie che ospitavano nidi di passeri, cardellini ed usignoli) non si sono visti atti di violenza: I vigili sono intervenuti solo per qualche divieto di sosta nell’isola pedonale da dove vi scrivo. Vedere i giovani che si divertono fa piacere. Farebbe anche piacere vedere gli anziani del posto poter dormire. Ma oramai tutti hanno fatto l’abitudine. Ci sta chi guarda la televisione, chi va a vedere gli spettacoli al Castello o alla bellissima villa comunale che può ospitare anche duemila persone (Tutto gratis. Quasi sempre.), chi va a dormire nell’antica casa dei nonni in campagna, chi va a passeggiare sul lungomare o sul porto fino a tarda sera, o meglio notte, o meglio ancora spuntar dell’alba. Buone vacanze a tutti e…sogni d’oro!!!
Catello Nastro
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sabato 30 luglio 2011
News da Agropoli
News dal centro storico
INFORMANZIANI AD AGROPOLI
Ero famoso per la mia disponibilità verso i turisti, ma non appena è stato pubblicato la settimana scorsa il mio articolo dal titolo “Quattro salti in Via Patella ad Agropoli”, le quotazioni di Catello Nastro informatore turistico, in particolare modo verso gli anziani sono notevolmente aumentate, sebbene non ancora quotate in borsa. Sia ben chiaro che nonostante sia normalmente dotato di titoli, non in borsa, ma appesi nel mio studio, vengo appellato con nuovi titoli alcuni dei quali addirittura irritanti. “ ’O zi’…” è tra i più frequenti da donne di chiara provenienza partenopea. Quando lo pronuncia una bella ragazza, magari alta e bionda, anche se ossigenata, ti verrebbe anche voglia di adottarla…come nipote. Ma quando questo titolo, o grado di parentela che dir si voglia, ti viene affibbiato da una mastodontica ultraottuagenaria, provvista di chiappe da occupare una corsia della strada del passeggio serale per il centro storico della cittadina capoluogo del Cilento, la pressione scende mentre la depressione sale. Ti senti quasi un reduce dello sbarco alleato dell’8 settembre del 43, unico ed ultracentenario superstite ancora vivo in attesa della pensione di reduce e combattente. O magari anche di un avanzamento di carriera che non è riuscito mai ad avere per lentezze burocratiche. A settant’anni suonati, ti senti anche apostrofato col titolo di “buon’uomo”. Su questo puoi anche soprassedere se ti viene rivolto per domande normali come: “Scusi è lontano il castello?” oppure: “Dove possiamo mangiare una buona pizza?” e siccome il castello è lontano, ti chiedono una pizzeria vicina e siccome i gestori delle pizzerie sono tutti tuoi amici gli consigli quella che più gli piace presentandosi con la parola d’ordine: “ Me manna ‘o prufesssore!!!”. “Scusi, e se quello mi domanda quale professore?”. “Non vi preoccupate – annoto – sono l’addetto allo smistamento!”. Ma un altro grado di parentela che ti fa sentire addirittura preistorico è “’O no”, nella fattispecie tradotto in italiano “nonno”. Suddetto atavico epiteto trova notevoli aggravanti se proferito da un ottantenne che, in pratica, ha iniziato la quarta età. Poi ci sono le nonne coi nipotini: “Scusi, giovanotto, dove può fare la pipì il bambino?”. Ritenendo adulatorio il titolo di giovanotto, peraltro immeritato anche se pronunciato con leggera ipocrisia, mentre a lui (al bambino) scappa,a te scappa di rispondere: “Nel vasino!!”. Ma non lo fai e gli indichi una stradina scura frequentata ed adibita ad orinatoio canino. Finalmente, dopo questo coktail riscaldato, ti si presenta un uomo, sui quaranta, che ti apostrofa con normale titolo:” Professore, che sorpresa. Si ricorda di me? Mi ha bocciato all’esame di licenza media tanti anni fa…”. “ Certo che mi ricordo. Prima: perché sei l’unico alunno che ho bocciato in tutta la mia carriera. Secondo perchè mi dicesti che avevi potenti raccomandazioni e non ti potevo bocciare, anche se non studiavi mai! Una stretta di mano sancì pace e giustizia…”. Per finire una voce nota ed un invito cordiale: “ Caro, la vuoi una pizza per cena?” “Si. Rispondo”. Era mia moglie: l’avete capito. “ Allora vai in pizzeria a prendere due pizze margherita!!!”. Comunque anche se non avesse detto “caro” sarei andato lo stesso. L’appetito è appetito!!! Chiudo l’ufficio di informazioni e vado in pizzeria. Il gestore è amico mio. “A Don Catello, con molta mozzarella!!!” Fa pure rima. Felice estate a tutti. E-state buoni!!!
Catello Nastro
DA “UNICO SETTIMANALE” DI PAESTUM DEL 30 LUGLIO 2011
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Solidarietà ad Agropoli
Solidarietà ad Agropoli
ANCHE I DISABILI POTRANNO
ACCEDERE AL CENTRO STORICO
A cura della Città di Agropoli, dell’Assessorato alla Solidarietà Sociale e dell’Assessorato al Turismo, con la collaborazione della Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, dell’Azione Cattolica “Vittorio Bachelet” e dell’Associazione “Amici del Centro Storico, è stato attivato nei giorni scorsi un servizio gratuito di accompagnamento e visita guidata al Centro Storico per disabili e persone con difficoltà motorie. Il servizio viene effettuato, per il momento, tutti i giorni dalle ore 20,30 alle ore 23. Per informazioni e richieste telefonare al 366 3225664. Il servizio è gratuito e prevede l’accompagnamento e la visita guidata del centro storico della cittadina capoluogo del Cilento, mediante l’utilizzo di un montascale manuale a cingoli completo di carrozzina. Una adeguata formazione degli operatori, associata alle caratteristiche di sicurezza ed affidabilità del dispositivo, permettono all’utilizzatore di superare le scale in pieno comfort, sia in fase di salita che di discesa. Il montascale a cingoli ha una portata massima di 130 kilogrammi e può essere utilizzato per la maggior parte delle carrozzine. Per rispondere a tutte le esigenze, tuttavia, è sempre disponibile la carrozzina in dotazione al montascale. In caso di utente parzialmente collaborante o non collaborante, è necessaria la presenza di un familiare per aiutare i volontari addetti al servizio. E’ possibile usufruire del servizio anche in orari diversi da quelli indicati. Si consiglia di contattare sempre il servizio informazioni per pianificare l’attività di accompagnamento e di visita guidata. Sia durante il tragitto sugli scaloni che nella visita guidata, i fruitori di detto servizio ascolteranno, dalla viva voce degli accompagnatori antiche leggende, vicende storiche e racconti tratti dai libri di Catello Nastro offerti gratuitamente all’Associazione cattolica “V.Bachelet” per illustrare agli ospiti le antiche origini del nostro paese. Inoltre nello Studio d’Arte e Cultura di Catello Nastro, in Via Patella n. 46, ad appena dieci metri dalla collocazione, potrete avere informazione sul servizio e sulle origini della cittadina. Nel congratularci con gli organizzatori di detto servizio e coi collaboratori, auguriamo agli amici diversamente abili, residenti oppure ospiti del nostro paese. Una felice vacanza 2011.
Comunicato stampa
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venerdì 22 luglio 2011
Roccagloriosa
Roccagloriosa
PERSONALE DEL PITTORE
GIUSEPPE PETRAGLIA
Dal 30 luglio al 6 agosto 2011, espone, in mostra personale, l’artista Giuseppe Petraglia, cilentano di nascita ma piemontese di adozione artistica, in Piazza Europa di Roccagloriosa, in provincia di Salerno, con ingresso libero, dalle 20,30 alle 22,30. La sensibilità cromatica dell’artista, che si estrinseca in paesaggi, fiori, nature morte, colori quasi “geografici” in un viaggio pittorico dal Cilento, alla Spagna ed all’Oriente, rappresenta anni di studi ed una raggiunta maturità artistica. Negli anni ’60, in Piemonte, a Torino, frequenta lo studio del famoso pittore Filippo Scroppo, esperienza che risulterà determinante per la sua formazione. Negli anni ’70, assieme ad altri artisti cilentani, come il fotografo d’arte Angelo Doto, partecipa attivamente alla vita artistica e culturale di Torino, che proprio in questo periodo affronta tematiche e problematiche nuove. La prima mostra personale la tiene nel 1972 presso la Galleria del Libro di Crema, in provincia di Cremona. Dal 1975 si iscrive alla Promotrice delle Belle Arti del capoluogo piemontese esponendo regolarmente. Critici di alto livello culturale, come Donato Adduci, Giuliano Gennaro, Pier Giorgio Sangiovanni, Reva Remy, Gianni Milano, Pasquale Marzovilla, Franco Cortese e Mara Ferloni, recensiscono positivamente l’artista cilentano con unanimi consensi. Il suo viaggio dal Cilento, alla Spagna e all’Oriente rappresenta un itinerario coloristico degno di nota. Volti, figure, marine, paesaggi verdeggianti, scene di vita locale, come la corrida in Spagna o venditori in un mercato orientale, rappresentano solo alcune delle opere pittoriche di questo artista che onora il Cilento nel Piemonte e in Italia in genere. Vadano gli auguri sinceri ad un compaesano cilentano in terra piemontese col quale lo scrivente ha condiviso significativi momenti d’arte, cultura, sodalizio e fraterna amicizia.
Catello Nastro
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