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domenica 14 agosto 2011

Una estate ad Agropoli

Una estate ad Agropoli

ANZI SESSANTA ESTATE



Oramai tutti i miei lettori, su supporto cartaceo o informatico, sanno che il 21 ottobre del 1951, da Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, con la mia famiglia, sono emigrato ad Agropoli, cittadina nella quale tuttora vivo e dalla quale sto scrivendo queste esternazioni di uno arrivato a dieci anni e giunto oramai a settanta. Non è che mi dispiaccia di essere arrivato a questa età, col titolo di anziano, vecchio, matusa o nonno che dir si voglia. Conosco l’evoluzione politica, civile, artigianale, industriale, turistico alberghiera, morale, civile e culturale del paese meglio di chiunque altro. Ad Agropoli, città che mi ha ospitato nel migliore dei modi e che mi ha trattato e conservato parimenti sono devotamente riconoscente. E se in qualche mio scritto è stata evidenziata qualche lamentela è stato solo per migliorare la situazione e certamente non fare una sterile critica di opposizione globale. Ad Agropoli sono vissuti i miei genitori, vive la mia famiglia, vivono i miei figli, vivono i miei nipoti. Ben quattro generazioni, per la maggior parte artigiani ed anche professionisti. Come lo scrivente. 1951 – 2011, Sessanta estate vissute tutte in maniera diversa. Ma quella che vivo attualmente, abitando nella via della “Movida Agropolese”, è del tutto particolare. Sotto il mio balcone, al primo piano di Via Patella, nel centro storico della cittadina capoluogo del Cilento, stazionano quasi cinquecento giovani, ben distribuiti in una mezza dozzina di locali creati appositamente per i nottambuli cilentani ed ospiti, italiani e stranieri della straordinaria cittadina del Cilento. “Pane e vino” è forse il primo. Con meno di dieci euro mangi e bevi stando comodamente seduto e guardando il passeggio. Poi ci sta una gelateria che fa dei gelati straordinari ed ha come ospiti abituali i miei nipotini quando mi chiedono due euro per la coppetta con due gusti. Di fronte ci sta la caramellerai. Con un solo euro puoi gustare vari tipi di caramelle. Naturalmente la maggior parte dei clienti sono bambini. Per quelli della mia età è un locale “off limits” per via della dentiera. “Certe notti” è il locale dei vip, ma, per la verità, è accessibile anche al ceto medio. Di fronte ci sta la “Creperia” del mio amico Angelo che fa delle crepe straordinarie che lo scrivente ha gustato una sola volta per questioni di dieta. Affianco alla Creperia e proprio di fronte a “Certe notti” ci sta “Scaloni summer” che tradotto in dialetto cilentano dovrebbe significare “sott’è scaluni”. Gli scaloni sono quarantaquattro e portano al centro storico dove ci sono delle pizzerie caratteristiche che portano la pizza nel cestino. Consigliabile è la pizza coi fiorilli “trad: sciuriddi re cucuzzieddo” che rappresenta il fiore all’occhiello dell’arte pizzaiola cilentana. Negozi ed attività caratteristiche completano le soddisfazioni del corpo. Per lo spirito ci sta la chiesa della Madonna di Costantinopoli, con un bellissimo terrazzo su un panorama stupendo da cui si più ammirare l’antico convento francescano, lo scoglio dal quale S. Francesco predicò ai pesci, la porta bizantina, il panorama sul porto e la chiesa dei Santi Patroni della città: Pietro e Paolo, vicino al castello dove lo scrivente il 16 maggio del 1971 entrò scapolo ed uscì coniugato, naturalmente con la moglie che dorme nella stanza affianco e prima di andare a dormire ha lasciato il consueto messaggio “ Quando hai finito di scrivere le tue idiozie che nessuno leggerà mai e vieni a letto non fare rumore e non disturbare!!!”. Non vorrei fare pubblicità gratuita, ma solo per onor di cronaca annoto che in Via Patella trovasi anche un interessante negozio di antiquariato gestito dai miei figli che hanno migliorato di molto la situazione del genitore. Fino a due anni fa abitavo in campagna, ma ora, disabile alla guida automobilistica notturna, ora anche serale, sono costretto a vivere al centro della cittadina capoluogo del Cilento. Ed essendo anche uno storico è giusto che viva nel centro storico. Ho parlato solo dell’estate 2011 omettendo le altre cinquantanove estate vissute ad Agropoli. Ma ne ho scritto tanto che oramai i miei lettori ne hanno le scatole piene. Venite ad Agropoli e non ve ne pentirete. Scritto ad Agropoli, non per contributi, ma per insonnia.



Catello Nastro

lunedì 8 agosto 2011

LA MOVIDA AD AGROPOLI

La movida ad Agropoli

NESSUN DORMA…



La movida nasce come movimento culturale agli inizi del 900 in Spagna. In seguito ha assunto un ruolo di vita notturna, svolta dentro e fuori i locali pubblici, all’aperto, in mezzo alla strada, con un bicchiere in mano, di vetro o di plastica, quasi sempre contenente bevande alcoliche. Abitando ad Agropoli, vicino a Paestum e Castellabate (il paese di “Benvenuti al sud”), agli inizi del bellissimo centro storico, fiore all’occhiello della cittadina capoluogo del Cilento, la movida ce l’ho proprio sotto il mio balcone, peraltro al primo piano. Questo spiega perché la maggior parte dei miei articoli e delle mie poesie sono scritte ed inviate ai vari siti internet che gentilmente e gratuitamente li ospitano, alle ore una, due, tre ed anche quattro di notte, quasi quasi agli inizi del giorno. A tale ore vado a dormire fino alle otto del mattino, ore di sonno quattro che integro col pisolino pomeridiano che va dalle ore 14 alle ore 18. Insomma otto ore di sonno quattro di notte e quattro di pomeriggio o giorno che dir si voglia. Sotto il mio balcone stazionano non diecine, ma centinaia di giovani, urlando e schiamazzando a più non posso: E quando si festeggia un compleanno o un onomastico gli applausi, e gli auguri sono inviati talmente ad alta voce da arrivare fino al Castello Aragonese che si trova proprio alla cima della collinetta che sovrasta non solo il centro storico, ma tutto il paese ed il mare circostante. A sinistra il Golfo di Policastro, a destra di Golfo di Salerno, da Paestum a Palinuro. Per non sfociare nella guida turistica, annoto solamente che nella via che da accesso agli scaloni (44 mi sembra) che conducono alla Porta Bizantina per arrivare nella città alta ( da cui il vecchio nome di Acropolis), stazionano mediamente centinaia di giovani, in particolare modo il sabato e la domenica, quando si aggiungono anche i pendolari, vietando al settantenne autore del presente scritto di andare a dormire. Uno scritto “coatto”, quindi, che sta tra l’ira ed il compiacimento proprio per aver provocato allo scrivente una insonnia “coatta” pure essa. Cari lettori, come si fa a dormire, a settanta anni, quando a pochi metri esiste una folla schiamazzante??? Stanno zitti solo quando bevono o si baciano. Il bere fa male alla salute, specialmente quando non si tratta di gassose o aranciate, ma di grappe addirittura ed allora verrebbe voglia di affacciarsi al balcone ed urlare:” Baciatevi!. Almeno state zitti!!!”. Ti viene anche in mente la canzone “L’estate sta finendo, l’estate se ne va…” e trovi un poco di consolazione. Qualche lettore giovanissimo commenterà che sono invidioso solo perché anziano. Forse ha ragione. Quando avevo tre o quattro anni cadevano le bombe dal cielo. Altro che movida di oggi, peraltro pacifica, se si esclude qualche litigio tra fidanzati. Ma finora, a dire il vero ( sono anni che abito nel centro storico; prima abitavo in campagna al lato di un viale con querce centenarie che ospitavano nidi di passeri, cardellini ed usignoli) non si sono visti atti di violenza: I vigili sono intervenuti solo per qualche divieto di sosta nell’isola pedonale da dove vi scrivo. Vedere i giovani che si divertono fa piacere. Farebbe anche piacere vedere gli anziani del posto poter dormire. Ma oramai tutti hanno fatto l’abitudine. Ci sta chi guarda la televisione, chi va a vedere gli spettacoli al Castello o alla bellissima villa comunale che può ospitare anche duemila persone (Tutto gratis. Quasi sempre.), chi va a dormire nell’antica casa dei nonni in campagna, chi va a passeggiare sul lungomare o sul porto fino a tarda sera, o meglio notte, o meglio ancora spuntar dell’alba. Buone vacanze a tutti e…sogni d’oro!!!



Catello Nastro

sabato 25 giugno 2011

AGROPOLI MOVIDA 2011

AGROPOLI MOVIDA 2011



Domenica 19 giugno 2011 è iniziata da un’ora. Mentre sto scrivendo è l’una di notte. Soffro d’insonnia? Non per causa mia. Sotto il mio balcone, al primo piano di una casa antica costruita nel 1882, nella famosa via Filippo Patella, che porta agli scaloni, alla Porta Bizantina ed al bellissimo centro storico della cittadina capoluogo del Cilento, ci sta una famosa enoteca champagneria, una creperia, un circolo giovanile notturno di fine settimana, un ristorantino tipico, dove si spende poco e si mangia bene, una gelateria ed altri bellissimi locali che – fortunatamente – i gestori verso la mezzanotte, come nella favola di Cenerentola, chiudono e se ne vanno a dormire. La maggior parte, quindi sono giovani locali, del territorio, turisti italiani ed anche stranieri. Come i locali notturni sono per tutti i gusti così pure è la clientela. Forse per la par condicio. Tutti parlano tra di loro: alcuni a bassa voce, altri ad alta voce per farsi sentire nel casino fonico dai medesimi procurato. Fa caldo e quindi bisogna tenere i balconi aperti. Fortunatamente che ci sono le reti antizanzare. Ma nonostante questo qualche intrusa viene ad interrompere lo scrittore, sorridendo, quasi sghignazzando:” Ma che scrivi a fare. Tanto i tuoi articoli non li legge nessuno!” Allora ti viene la voglia di punirla. Appena – attratta dalla luce del monitor 22 pollici per vedere meglio – mi capita a tiro è una zanzara morta. Ma il rumore dello schiaffo è così forte che fa svegliare mia moglie che dorme nella stanza dall’altro lato della via, e per poco non faccio la fine della zanzara. La movida, dallo spagnolo, dovrebbe essere un movimento culturale. Ma qui si trasforma in uno stazionamento notturno di centinaia di giovani con un bicchierozzo mezzo pieno o mezzo vuoto, come vi pare, è quel che si trova dentro certamente non è l’acqua minerale di San Francesco né la vecchia, romantica gassosa legata e ricordi della prima gioventù. La fabbrica di bibite si trovava in via Piave ed io, appena sedicenne, con un gruppo di coetanei, formavo la commissione per fare una specie di indagine di mercato che doveva decidere quale era la gassosa migliore col più felice dosaggio di acqua di Trentova, zucchero, aroma, gasaggio. Siccome gli assaggi erano una dozzina, fatti dalla stessa bottiglia, perché allora non erano ancora stati inventati i bicchieri di plastica, ne conseguiva un vero e proprio concerto di salutari eruttazione in una gara per sonorità e prolungatezza. C’era persino un amico, l’unico a possedere un orologio da polso perché uno zio lavorava in Svizzera, che cronometrava i gorgheggi e le varie sonorità. Questa analcolico e gasato referendum, oltretutto, veniva seguito alla regola. Se noi avevamo stabilito che quella era la migliore gassosa, il titolare doveva attenersi alla risultanze dell’assetata collettività ivi accomunata da una gratuita bevuta. Con l’aranciata e col chinotto questo non avveniva perche si trattava di beni preziosi. Quando arrivò la “Spuma rosa”, da Battipaglia, la fabbrica dovette chiudere i battenti perché faceva…acqua da tutte le parti. Oggi le bevande sono a vari gusti ed a varia gradazione alcolica. Più o meno si va dai 12 gradi per un coktail ai 70 gradi per una grappa. Con questo caldo!!! La movida è movida!!! Le proteste degli abitanti della via Patella non hanno avuto alcun riscontro. E lo scrivente è costretto a…scrivere dalle ore 11 fino alle tre del mattino, quando se ne va a dormire. Certo che a 70 anni non si dorme come a 16. Gli acciacchi si fanno sentire e tra acciacchi e movida, i giovani aspettano la sera e gli anziani l’alba. In parole povere non dormono ( di notte) e non fanno dormire gli altri. Siccome i miei articoli non richiedono la massima attenzione o la consultazione cartacea, vengono fuori di getto, spontaneamente. Da che ho iniziato l’articolo in oggetto,hanno rotto cinque bottigliette, cadute a terra ed infrante con sinistro gorgheggio. A me hanno rotto le scatole che martedì mattina poserò davanti al portone, presto, perché ci sta la raccolta differenziata di carta e cartone. Buona notte a tutti, anche se non avete il privilegio di avere la movida sotto il vostro balcone!



Catello Nastro



Pubblicato su UNICO settimanale di Paestum del 25 giugno 2011