domenica 27 giugno 2010

DA TORRECUSO AD AGROPOLI

Da Torrecuso ad Agropoli
VISITA DEL CENTRO SOCIALE BENEVENTANO
AI COETANEI DEL GRANDE CENTRO CILENTANO


Sabato 26 giugno 2010, un gruppo di circa cinquanta anziani del Centro Sociale Polivalente di Torrecuso, in provincia di Benevento, dopo aver visitato la vicina Paestum, si sono recati al Centro Sociale di Agropoli, invitati alcuni mesi fa dall’allora presidente Catello Nastro, accolti cordialmente da tutto il direttivo e dai soci mentre era in corso la mostra delle signore partecipanti al laboratorio di ricamo e cucito che hanno esposto nel salone d’ingresso della più grande struttura cilentana tutti i lavori di ricamo, cucito e moda creativa eseguiti nel corso dell’anno scolastico per anziani 2009 – 2010. Dopo la visita alla mostra ed il saluto dei tre presidenti del triennio, Dora Capaldo, Catello Nastro e Lorenzo Barone,attuale, un ricco buffet di dolci tradizionali cilentani preparati dalla attive signore del corso. Il vice presidente del centro ospite, prof. Alfredo Pontoniero, ha ringraziato a nome di tutti offrendo un pacco di riviste del centro beneventano e ricevendo, a sua volta, un pacco di libri scritti dal presidente uscente e vicepresidente in carica prof. Catello Nastro. Alla fine della manifestazione gli ospiti si sono recati nell’aula consiliare della Città di Agropoli, per la presentazione dell’ultimo lavoro discografico di Mico Argirò, dove sono stati ricevuti dal dott. Franco Crispino, assessore alla Identità Culturale e di poi dal sopraggiunto assessore alla Solidarietà Sociale dottor Angelo Coccaro. Pochi minuti per salutare tutti e poi la partenza per il ritorno. Al loro paese, Montecuso li attendeva una manifestazione canora di bambini. Da scommetterci che loro erano i nonni. Naturalmente hanno richiesto di contraccambiare la visita. Cosa che verrà fatta volentieri.

Comunicato stampa a cura di Renato Volpi

DONNE AL CENTRO SOCIALE DI AGROPOLI

Donne al Centro Sociale di Agropoli
ESPOSIZIONE DI RICAMO,
CUCITO E MODA CREATIVA


Una dozzina di anziane signore, socie del Centro Sociale Polivalente “Città di Agropoli”, dopo aver frequentato nell’anno scolastico per anziani, giugno 2009 – giugno 2010, un corso laboratorio di ricamo, cucito e moda creativa, hanno allestito, sabato 26 giugno, presso il salone d’ingresso della grossa struttura sociale cilentana, una mostra dei lavori eseguiti nel corso dell’anno. De veri e propri capolavori che hanno richiesto molto tempo per l’esecuzione ed una attenzione veramente certosina. Un bancone di cinque metri ed una bella esposizione sulla parete hanno ospitato delle vere e proprie d’arte nelle quali si evidenziava una grossa preparazione, un amore costante per la tradizione e la voglia di tramandare ai posteri un mestiere che sta oramai scomparendo tra le giovani generazioni di fanciulle. La mostra è stata visitata da oltre cento persone, tra le quali un gruppo del Centro Sociale di Torrecuso in provincia di Benevento che si sono congratulati con le autrici dei bellissimi lavori eseguiti. Il corso laboratorio ha avuto come istruttrice la signora Gioia Irene ed è stato coordinato dalla signora Dora Capaldo, primo presidente del triennio, cui ha succeduto Catello Nastro e solo pochi giorni fa Lorenzo Barone, prima di procedere al rinnovo delle cariche con nuove elezioni l’anno prossimo. Oltre a questo corso laboratorio, sono stati tenuti, con notevole interesse, un corso di ginnastica dolce, computer, inglese, chitarra, fisarmonica, musiterapia attiva per anziani. Per il prossimo anno scolastico 2020 – 2011 si prevede l’istituzione di nuovi corsi, in considerazione della crescita della popolazione della terza età e dell’interesse avuto con questi corsi laboratorio non solo come istruzione, ma anche, e principalmente, come socializzazione.

Comunicato stampa a cura di Renato Volpi

SUCCESSO DI MICO ARGIRO'

Successo di Mico Argirò
ENTUSIASMO PER LA PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO CD DEL GIOVANE CANTAUTORE CILENTANO E DEL SUO COMPLESSO

Sabato 26 giugno 2010, alle ore 18, nell’Aula Consiliare della Città di Agropoli, relatori il dottor Franco Crispino, assessore alla Identità Culturale, il professore Catello Nastro, scrittore e critico d’arte, moderatore Ernesto Rocco di Infoagropoli, presente l’assessore alla Solidarietà Sociale dottor Angelo Coccaro, un gruppo di fans, ed una rappresentanza del Centro Sociale di Montecuso in provincia di Benevento, è stato presentato l’ultimo cd di Mico Argirò e del suo complesso. I molti giovani presenti in sala hanno applaudito, oltre che la presentazione dei relatori, l’esecuzione di alcuni brani contenuti nel disco che appunto si intitola “Canzoni”. Molte le parole di elogio per questo giovane artista cilentano che certamente farà parlare molto di se e della sua musica, come ha ribadito il professore Catello Nastro che già aveva ampiamente recensito il disco in internet, trovandolo innovativo, di grande interesse e di ottima interpretazione corale tra il cantante e gli orchestrali. Catello Nastro ha anche ribadito l’importanza della cultura, sotto le varie forme, ad Agropoli, avendo egli stesso presenziato a tre manifestazione nello spazio di meno di tre ore. Un record che va sicuramente sottolineato.

agropolicultura.blogspot.com

mercoledì 23 giugno 2010

Mico Argirò - Nota Stampa

Mico Argirò – Nota Stampa




Biografia:

Mico Argirò nasce ad Agropoli nel 1988, è un Cantautore che, dopo l'esperienza della Musica Popolare con i Taranta Rock, ha iniziato a sperimentare nuovi Stili espressivi. Compone secondo lo stile tipico della Musica d’Autore, con riferimenti a De Andrè, ma con un’evoluzione del tutto personale: parte dalla Musica Popolare del Sud Italia, attraversa l’esperienza dei grandi Cantautori e Sperimenta nuove strade espressive per far risaltare l’importanza del Contenuto dei Brani. Con un primo disco, "Tra le Rose e il Cielo", Mico Argirò punta l'attenzione su figure semplici, di poveri, di umili; il titolo,“Tra le rose e il cielo”, è la giusta sintesi dell’essenza del disco: le Rose simbolo di tutti questi personaggi umili e semplici e Il cielo la componente dell’assoluto, di Dio, il mistero della Vita e della Morte. Nel Giugno 2010 esce il nuovo lavoro "Canzoni", frutto di costante impegno (da parte di Mico e di tutti i musicisti) e di una Creatività aperta su più fronti sia Musicali che Testuali; un Insieme di Canzoni dai temi importanti quali la Diversità, la Poesia, La Pittura, la Protesta…ricche di Sentimenti, Nuove esperienze e Sperimentazioni musicali.
“Canzoni”:
Canzoni è un Album ricco di temi forti in cui lo Stile di Mico Argirò vede un’importante crescita, sia sotto il profilo dei testi, maturi e impegnati, che sotto il profilo Musicale, più elaborato e sperimentale.
Il Disco è un insieme di Brani in cui la personalità Artistica di Argirò affronta i temi con entusiasmo e sensibilità, temi importanti quali la Diversità in “Tutti i diversi del Mondo”, la libera ispirazione dalla Poesia con “Questo Amore” (liberamente ispirato a Cet Amour di J.Prevert) e “Lentamente Muore” (Liberamente tratto da Ode Alla Vita di M.Medeiros), la Protesta in “Permettete”, l’intimità delle esperienze personali in “Ultima notte a Capo Vaticano” e “La Chanson de le Maudit”, la Pittura in “Caravaggio” che sta riscontrando ottime critiche nel settore.
Un disco con Musiche emozionanti, frutto di ottimi arrangiamenti volti a sottolineare i testi, con sperimentazioni interessanti come “Bella da Sognare” una tammurriata con innestato un ritornello in Greco Antico (da Saffo), “Tutti i diversi del Mondo” più rock, “Permettete” richiamante il Funky-Blues italiano, tutte sempre con, alla base, la tradizione della Musica d’autore italiana.
Canzoni è un disco nato dall’impegno di giovani del Sud e si sente nelle canzoni questa voglia di fare, con impegno ed entusiasmo, una musica seria, importante, distante dai grandi circuiti che ormai trasmettono solo immondizia, “una Musica che è Arte e di Arte si nutre”.
Per Info:
MicoArgiro@tele2.it micoargiro@hotmail.it 3487489521 Profilo Facebook www.myspace.com/micoargiro

Sabato 26 giugno 2010 Aula Consiliare di Agropoli

PRESENTAZIONE CD DI MICO ARGIRO’

Nella mia carriera di critico d’arte ed altro, mi è capitato di presentare un poco di tutto. La prima presentazione avvenne nel 1958 a cento metri da qui. Erano i tempi del Musichiere e del compianto Mario Riva, e coi compagni di Liceo organizzammo “Il pettegoliere”, una parodia, appunto, del Musichiere. Con due vallette presentai lo spettacolo che durò circa due ore e questo fu il mio esordio. Nel 1963 presentai una collettiva di arte figurativa in via Piave, ma la maggior parte delle presentazioni di opere d’arte figurativa avvenne nel Piemonte dove insegnavo, dal 1970 al 1983. A Torino ho presentato anche l’apertura di due supermercati e di un locale notturno. A settanta anni, nel 2010, mi tocca di presentare un cd. E’ la prima volta nella mia vita. Anche perché ai miei tempi di gioventù si andava avanti ancora col 78 giri oramai storico. Fatta questa breve premessa con sommo piacere ho accettato di dire due parole sul recente lavoro di Mico, prima perché sono un suo ammiratore, secondo perché ho già ascoltato le canzoni contenute nel cd una diecina di volte, terzo perché credo nelle possibilità di questo giovane artista agropolese, sia come cantante, sia come poeta, sia come coordinatore di un gruppo di strumentisti che in verità sono bravissimi. La figura del cantante autore è simile a quella di qualsiasi altro compositore di arte, sia essa una poesia, un racconto, un disegno, un dipinto, una scultura, una realizzazione di architettura. L’artista in genere, a mio avviso, deve creare senza tener conto delle esigenze e le richieste di mercato. Solo in questa maniera può produrre un’opera d’arte. Se lo fa, sollecitato da un certo guadagno materiale immediato, da luogo ad una produzione artigianale che con l’arte e la creazione artistica non ha niente a che vedere. Quando ho ascoltato la canzone dedicata a Caravaggio, nelle note e nelle varie tonalità, mi passavano davanti agli occhi i volti illuminati da una luce misteriosa che ne metteva in risalto le caratteristiche somatiche in una alternanza di luci ed ombre che ritrovavo nella musica di Mico Argirò. Un’altra canzone dedicata ai diversi mostra come il giovane artista agropolese abbia anche il coraggio di affrontare tematiche di ardua trattazione. Ma egli lo fa quasi con semplicità, con spontaneità, come fa per tutti gli altri argomenti che tratta, sia come paroliere che come musicista, un argomento è un capitolo a se stante che va trattato e trascritto sul pentagramma in una maniera singolare si’ da differire da qualsiasi altro pezzo. Anche l’amore, quello tradizionale, viene trattato con enorme semplicità e genuinità. Già il primo brano della “compilation”, che si intitola “Quest’amore” è stato liberamente ispirato dalla poesia “Cet amour” di Jaques Prevert. Il secondo brano, addirittura, si ispira al Caravaggio. Il terzo brano “ La chançon de le Maudit” è di chiara ispirazione alla filosofia francese di fine 800 inizi 900. “Bella da sognare” si rifà alla tradizione greca. “Ultima notte a Capo Vaticano” e “Tutti i diversi del mondo” narrano dell’amore secondo una concezione del tutto personale. Conclude il cd “Lentamente muore” che è liberamente ispirata alla poesia “Ode alla vita” di Martha Madeiros. Fare raffronti… Per principio odio fare raffronti. Avvicinarlo a De Andrè, a Tenco, ai melodici o ai romantici, non significherebbe proprio nulla. Ma la passione, l’amore per la musica e per la creazione artistica, il coordinare tanti strumenti, tanti tempi e tante voci, mantenere fede a tanti impegni, lo si può fare solamente se si crede fermamente in quello che si fa. L’amore è la forza motrice che spinge Mico a produrre e ad intraprendere sempre nuovi percorsi musicali. La sua musa ispiratrice è quasi una ragazzina che lo ama e lo sorregge. Come mia moglie, Rosanna, che vidi per la prima volta quasi mezzo secolo fa davanti al bar Nazionale e dopo dieci anni la sposai. Sono passati quarant’anni e continua ancora ad essere le musa ispiratrice. Questo è l’augurio che faccio a Mico. L’arte può procedere speditamente solo con un sorriso. E tu già lo hai trovato. Auguri Mirco. Continua a deliziarci con le tue storie bellissime.

Catello Nastro

venerdì 18 giugno 2010

Al Centro Sociale di Agropoli

Il Presidente del CSP di Agropoli Catello Nastro
conclude il suo mandato con una simpatica cerimonia

Venerdì 18 giugno 2010, alle ore 18, nell’Aula Consiliare della città di Agropoli, recentemente intitolata al compianto avvocato e giurista Alfonso De Filippo, si è tenuta la cerimonia conclusiva dell’anno scolastico per anziani 2009 – 2010 del “Centro Sociale Polivalente” della cittadina capoluogo del Cilento. Oltre cento gli anziani che hanno frequentato i corsi di istruzione a loro riservati nella struttura agropolese, con l’incoraggiamento dell’amministrazione comunale ed in particolare modo dell’assessore alla Solidarietà Sociale dottor Angelo Coccaro che ha presieduto la manifestazione con al fianco, oltre al Presidente uscente Catello Nastro, il Presidente subentrante Lorenzo Barone ed il primo presidente del triennio signora Dora Capaldo. Presenti anche il segretario Franco Spinelli ed i membri del direttivo Angelo Astone e Carmine Tarantino. Dopo che l’assessore Coccaro ha illustrato l’importanza dei corsi di istruzione per anziani non solo come momenti di cultura ma anche come momenti di aggregazione, il direttivo del CSP ha fatto rilevare l’importanza della gestione democratica di un centro sociale, come appunto quello di Agropoli, nel quale le cariche di Presidente si alternano annualmente, fino alle nuove elezioni, con un esempio di democrazia veramente notevole. I corsi organizzati nell’anno scolastico 2009 – 2010, che vedeva Catello Nastro presidente, sono stati: ricamo, cucito e moda creativa – chitarra – inglese – ginnastica dolce – informatica – musicoterapica attiva per anziani – fisarmonica. Naturalmente tutti gli istruttori, o coordinatori, o docenti, hanno prestato la loro opera a titolo completamente gratuito. Finita la cerimonia, tra riprese dell’emittente Infoagropoli, sempre sensibile ai problemi sociali della cittadina, e foto ricordo, un ricco rinfresco offerto dall’assessore Coccaro. Inutile aggiungere che l’attestato di partecipazione rilasciato è stato molto gradito. Hanno preso la parola alcuni frequentatori che hanno ancora una volta ribadito l’importanza del Centro Sociale nella lotta alla solitudine ed alla incomunicabilità tra gli anziani del paese e di quelli che soggiornano nella bella cittadina cilentana.

Renato Volpi

lunedì 14 giugno 2010

IL RECUPERO DELL'ARCHITETTURA RURALE NEL CILENTO

Turismo alternativo nel Cilento
IL RECUPERO DELL'ARCHITETTURA RURALE
Turismo alternativo nel CilentoRECUPERO E RESTAURO DELL’ARCHITETTURA RURALEA livello di competizione turistica nell’Italia meridionale o in genere, bisogna rinvenire delle vie alternative che possano soddisfare anche delle esigenze di cui vuole uscire dai soliti schemi vacanzieri per immergersi, anima e corpo, in strutture diverse dalle solite. Certamente esistono nel territorio interno del Cilento, per la maggior parte collinare, ma col mare facilmente raggiungibile in meno di un’ora, attività ricettive che hanno dato luogo ad aziende agrituristiche che, in alcuni casi, hanno assorbito una fetta di clientela dei paesi costieri. In questa ottica vanno fatte delle considerazioni tenendo conto di un’altra regione italiana, la Toscana, il cui territorio interno ha subito negli ultimi decenni un recupero di edifici contadini e patronali. Certamente non può essere fatto un raffronto totale per la qualità delle strutture esistenti in Toscana, ma certamente questa regione, con la sua politica di recupero, restauro e fruizione a scopi turistici di dette strutture architettoniche, anche del ‘700 o ‘800, o addirittura di epoca Liberty e perché no, anche Decò, a scopo ricettivo, o anche privato, ma sempre atto alla valorizzazione del territorio, ha contribuito notevolmente al proprio sviluppo ed all’occupazione nel settore agricolo ed in quello turistico. Anche la Campania, ma per una certa forma di campanilismo affettivo ci limitiamo solo al Cilento, può molto apprendere dal territorio dantesco. Aziende specializzate, dal recupero di altri edifici già dismessi o irrecuperabili, o comunque di minore importanza, possono rinvenire materiale autentico ed originale per il conseguente restauro abitativo. Anche il mobilio, ne consegue, deve essere autentico cilentano. Stiponi, casse e cassettoni, madie, tavoli e panche sono ancora recuperabili nei vari negozi di restauro ed antiquariato del Cilento. Artigiani qualificati, ad Agropoli, Paestum, Castellabate, Vallo della Lucania si dedicano con perizia estrema ed amore per riportare agli antichi splendori, usando tecniche e prodotti originali, spirito e gomma lacca e cera questi arredi che potrebbero dare il giusto tono alle grosse stanze di un tempo quando erano abitate dall’intera famiglia che poteva andare dai nonni ai nipoti. Oggi esistono delle aziende che si dedicano al recupero persino dei “cuoppi”, le antiche tegole in terracotta, dei camini in pietra costruiti a mano dai maestri scalpellini del tempo, oppure mangiatoie ed abbeveratoi per gli animali della casa di campagna. Questa ricostruzione dell’ambiente abitativo originale, con arredo originale, abbinata ad una ristorazione originale e quindi genuina senza uso di conservanti se non sale, pepe e peperoncino, con vini genuini del posto, potrebbe costituire un polo di attrazione turistica di una certa qualità. La visita al solito museo della civiltà contadina del Cilento rimarrebbe ancora utile, come elemento di contorno, non come alternativa a tutto quanto il problema turistico. I prodotti del Cilento e nel Cilento, genuini, anche costando molto di più di quelli esteri, industrializzati e pieni di conservanti sovente ignoti, farebbero lievitare i prezzi ma migliorerebbero l’offerta e la richiesta turistica. Il conseguente sviluppo nel settore edilizio, agricolo-pastorale, enologico, dei trasporti e vario in genere, risolverebbe in parte il problema occupazionale nel nostro territorio nel quale oramai il “posto pubblico” e il “posto fisso” scarseggiano proprio a causa di una politica clientelare, dagli anni ’50 in poi che non solo non ha creato una economia stabile e duratura, ma ha dato luogo a devianze sociali ( caporalato, lavoro in nero, tangentopoli, ecc.) facendo aumentare la disoccupazione e svilendo l’occupazione. Il tempo del gratta e vinci è finito!!! Rimbocchiamoci le maniche e rimettiamoci sulla retta via: quella del lavoro produttivo e dell’economia onesta.Catello Nastro
Catello Nastro
29.04.2010